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Francolise - Parco di Montanaro

Montanaro, frazione di Francolise (CE) fu prima feudo dei Caracciolo. Nel 1589 lo acquistò la famiglia De Renzis, discendente del tribuno Cola di Rienzo, che fu così investita del titolo baronale. Nel 1799 alla caduta della Repubblica Partenopea, a cui due fratelli De Renzis avevano attivamente partecipato, la proprietà fu confiscata e il Castello distrutto1.L'attuale castello e l'impianto del Parco di circa 5 ettari risale al 1875.

Caratteristica del Castello era la struttura in tufo rivestita sulle facciate esterne da mattoni [foto 2]. Nella stessa Montanaro era allora attiva una fornace che produceva i mattoni utilizzando l’argilla di una cava presente sul colle. Il rivestimento in mattoni formava una decorazione ad archetti riecheggiante lo stile arabo normanno dell’arte medievale, propria del meridione d’Italia. Oggi tale decorazione originaria è visibile solo su un’ala del castello [foto 3]. Infatti, quando nel settembre-ottobre del 1943 le truppe tedesche (XIV Panzerkorp), stanziate nel settore Capua - Caiazzo, iniziarono la ritirata verso Fondi e Cassino, il Castello fu minato e raso quasi completamente al suolo2.

Rimasero intatti solo un’ala del palazzo e, fortunatamente, il Parco con le sue piante. Nel dopoguerra l’intero edificio fu ricostruito secondo l’antico modello riprodotto da antiche stampe.

Oggi la facciata esterna dell’ingresso al Parco presenta un arco in mattoni sormontato dallo stemma di famiglia e da una decorazione ad archetti [foto 4]. Un cancello introduce in un cortile ingentilito da alberi, fiori a cespuglio e piante verdi rampicanti che coprono all’interno i muri e il cancello.

Dal cortile si accede a due spiazzi –terrazze, disposte su livelli diversi, pavimentate e recintate con leggere belaustre. Anche qui fiori rampicanti (glicini e bouganville) creano pergolati o spalliere [foto 5]. Cespugli di rose antiche e gerani coltivati in vaso, di forme diverse e un pozzo posto fra le due terrazze invitano a una piacevole sosta [foto 6].

La balaustra della terrazza posta più in basso si apre, fra due grandi cespugli di oleandri,su un lungo viale alberato [foto 7] che, in lieve pendenza, porta a un cancello inserito nel muro di recinzione che dà sulla strada [foto 8 e 9]. Nella parte più alta a fianco del viale si trovano tre aiuole che ospitano ognuna un albero (una magnolia,un cedro, una cycas). In una della aiuole un albero è circondato da fiori (plumbago).

Il viale nella prima parte è bordato da siepi di bosso, al di là della siepe c’è un lungo filare di cedri del Libano e indietro ampi spazi a prato in cui crescono altri alberi disposti liberamente, in un apparente disordine, che rispetta il libero crescere e diffondersi delle piante. Man mano che si procede in basso verso il cancello anche la siepe di bosso scompare [foto 10] così che il vero protagonista del Parco diventa l’albero e il visitatore non può che perdersi nel verde, facendosi coinvolgere nel mistero della natura per scoprirne le bellezze e i segreti.

Nella realtà, invece, l’intervento dell’uomo nel Parco è sempre presente. Lo attesta la cura attenta con cui è seguita la vita di ogni pianta (alcune querce hanno superato il secolo) e la predilezione per specie belle e rare come Chamaecyparis dell’Oregon [foto 11] e cycas maschi e femmine [foto 12]

 Questa attenzione fa si che nessuna interferenza venga a turbare lo stretto rapporto uomo-natura. Cortili rustici adibiti un tempo a pollai, colombaie ora in disuso, spazi dedicati a coltivazioni  utili rimangono sul retro del palazzo e risultano quasi invisibili. Anche l’attività di “Bed & Breakfast” si inserisce con discrezione e naturalezza nell’atmosfera del Parco.

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1Il barone Leopoldo de Renzis di Montanaro (Francolise) fu esponente di spicco della Repubblica Partenopea. Fu allievo della Scuola Militare Nunziatella, poi come ufficiale dei Dragoni partecipò agli scontri di Velletri e di Castellana. Deluso si congedò dall’esercito borbonico e iniziò a collaborare con Francesco Caracciolo e con Carlo Lauberg, suo lontano parente, alle attività della Repubblica Partenopea . Fu nominato Ministro della Guerra e della Marina, mentre il fratello Stanislao occupava la carica di Ministro dell’Interno. Nel 1799 (il fratello morì il 29-3),partiti i Francesi e Lauberg, rimase a difendere il Maschio Angioino dagli assalti dlle truppe dell’esercito della Santa Fede. Fu ferito gravemente, così che quando al ritorno dei Borbone  fu preso e condannato a morte, dovette essere trasportato con una sedia fino a Piazza Mercato, dove fu giustiziato. I beni di famiglia a Montanaro furono saccheggiati e poi confiscati, il castello andò in rovina.

G.Gribaudi, Guerra Totale- Tra bombe alleate e violenze naziste.- Napoli e il fronte meridionale 1940-44,Torino 2005.